Una testimonianza personale richiama l’attenzione sui rischi del blocco digestivo e sull’importanza della prevenzione alimentare
In memoria dell’amata moglie Adriana Beltrame, 88 anni, 21-7-2026.
Una tragedia improvvisa dopo una cena estiva
Era stata operata al Niguarda di Milano con bypass coronarico, ottimamente funzionante da ben 30 anni, attenta a ogni cura e controllo prescritto, lucida e fisicamente attiva con ginnastica e quotidiane passeggiate anche in salita.
Dopo una cena di compleanno con due giovani nipoti a base di nutrienti pizzoccheri, è stato consumato un gelato, dato il caldo torrido della stagione. Subito Adriana, da sempre delicata di stomaco, ha accusato forti dolori di pancia, ai quali non abbiamo dato il giusto peso, sia perché non nuovi per lei, sia perché eravamo impegnati in altre discussioni.
I dolori si sono prolungati tutta la notte con una inconsueta agitazione che ha impedito totalmente il sonno. Il vomito è cominciato piuttosto tardi (dopo le 22) e si è ripetuto alcune volte nella notte fino a mezzogiorno, ma con la particolarità di non avere alcun odore, segno evidente che la digestione non era iniziata.
Il mattino seguente, data la mancanza di anomalie nel funzionamento del cuore, il ricovero in ospedale è stato sconsigliato sia dal valente infermiere in pensione che ogni settimana le misurava la pressione, sia dal personale di pronto intervento della Croce rossa, chiamato per maggiore sicurezza.
Però Adriana continuava a soffrire e si sperava che il rallentamento dell’agitazione le consentisse finalmente di dormire. Invece purtroppo non era sonno, ma ben altro; il respiro, prima affannoso e frequente, è andato gradualmente rallentandosi verso sera fino a fermarsi, 24 ore dopo la tragica cena.
Come si manifesta una congestione gastrica
Non la conoscevamo, ma, a posteriori, dovrebbe essere stata una forma di congestione gastrica: consiste nel blocco della digestione a causa di uno choc termico, quale può essere un tuffo in mare, una bevanda fredda o anche un semplice gelato subito dopo il pasto. La congestione è pericolosa perché provoca un afflusso straordinario di sangue nello stomaco, col rischio di toglierlo da altri organi vitali, come il cervello o il cuore; infatti si manifesta spesso con lo svenimento. Può portare alla morte quando subentra il collasso cardiocircolatorio.
Nel caso di Adriana, anche se al mattino il suo corpo non segnalava allarmi cardiaci, probabilmente aveva esaurito le forze in seguito alla congestione. Così non è stato irragionevole il consiglio di non portarla al pronto soccorso. Forse avremmo dovuto intervenire la sera prima, subito all’apparire del dolore allo stomaco, magari provocandone al più presto lo svuotamento. Prima ancora, ovviamente, sono da evitare, specie a una certa età, pasti eccessivi e choc termici come quello da gelato.
Il legame tra cibo e salute
Va comunque ricordato, per ciascuno di noi, che al cibo è legata la salute, non solo per eventi immediati come il presente, ma anche a lungo termine. Ripetuti comportamenti alimentari, dannosi o favorevoli, possono rispettivamente compromettere o potenziare la salute, agendo sul principale fattore del sistema immunitario: la flora batterica intestinale. Evitare quindi errori letali come quello descritto, ma anche perseguire una salute piena, seguendo i ricchi consigli della scienza e delle tradizioni alimentari. Su questa problematica si può trovare utile documentazione anche nella sezione Alimentazione e Salute del sito crescitaumana.it
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