DIVENTA URGENTE LIMITARE IL SURRISCALDAMENTO GLOBALE MA GUERRE E CONSUMISMO LO ACCRESCONO

Consumare. Il contesto in cui viviamo ci spinge irresistibilmente a consumare, senza tener conto delle conseguenze per noi e per gli altri: è la società dei consumi – e del profitto che li spinge. Questa società ci vuole individualisti, egocentrici, imprevidenti: non ci invita ad interessarci degli altri né di chi verrà dopo di noi. Infonde la convinzione che la scienza e la tecnica saranno capaci di risolvere tutti i problemi presenti e futuri nel modo migliore. Così avanza il “prima noi” e la parola solidarietà diventa un ricordo lontano, mentre esplodono ricchezze e potere dei gruppi sociali privilegiati. Va ricordato che il consumo, pur se necessario, è in gran parte distruttivo, nel senso che elimina risorse. L’esempio più evidente è il cibo, certo indispensabile e positivo, ma che nel benessere raggiunge spesso un arricchimento qualitativo e quantitativo spesso patologico (v. qui); oltre alla distruzione del prodotto consumato, c’è la compromissione della salute dei consumatori. I mezzi impiegati per indurre al consumo sono sempre più raffinati e fanno leva su aspetti emotivi e a-razionali, così che vengono perseguiti gli acquisti compulsivi. Analoghi mezzi servono per la propaganda politica e altre forme di convinzione occulta.

Le guerre, oggi “tornate di moda”, certamente costituiscono il massimo fattore di distruzione, non tanto di risorse, materiali o immateriali, quanto del valore supremo: la vita umana. Oggi il pericolo di guerre viene fomentato generando sfiducia nei confronti dei governi concorrenti, tanto che persino l’Europa, che ha donato ai paesi membri un lungo periodo di pace, mai goduto prima nella storia, ha scelto di anteporre il riarmo ad altre possibili mosse. Mosse che dovrebbero invece rafforzare il federalismo del continente, così che possa cessare di essere un nano politico pur essendo un gigante economico. Il sacrosanto dovere di prevenire le guerre non si adempie soltanto col riarmo. Bisogna ricordare le bellissime parole di Alex Langer riportate qui: la pace si conquista lentamente, grazie a una “tessitura quotidiana di legami”. Questa affermazione apre agli atteggiamenti e al travaglio necessari per prevenire le guerre: gli auspici, gli appelli, le parole, certo sono utili, ma non sono sufficienti. Si richiedono atteggiamenti, scelte di cultura e di vita, abbozzate pure nelle parole di Langer. Tra tutte: “la profondità, oggi più che mai, è rivoluzionaria” e: “la nonviolenza non è debolezza, è la più alta forma di forza. È dire no senza distruggere. È resistere senza odiare. (…) Rifiutate il riarmo, le spese folli in armi, le retoriche del nemico. Non lasciate che la paura vi spinga ad armare il futuro. Nessuna vera sicurezza nasce dall’intimidazione. Nessun domani si costruisce con le bombe.” In mancanza di queste attitudini la guerra è sempre pronta a subentrare alle parole, a distruggere anziché costruire.

Il surriscaldamento globale va collocato in questo quadro. Deriso da Trump come inesistente, sta invece raggiungendo livelli imprevisti, sempre più preoccupanti e irreversibili. Il vero problema dell’umanità è oggi quello di trovare il modo per arginarlo. Ovvio che va contenuta ogni forma di distruzione, a cominciare dalle guerre e dal consumismo. Alla distruzione va sostituita la costruzione o la ricostruzione, soprattutto degli alberi, grandi assorbitori di Co2, sul piano materiale. Ma su quello immateriale, accessibile a ciascuno di noi, è urgente costruire una mentalità aperta a sobrietà, collaborazione, nonviolenza e al futuro, cioè previdente: tutto il contrario di quanto spinge a fare la moderna società del benessere e del consumismo.

 

AUTORE

Crescita Umana

DATA

26 Gennaio 2026

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