Votare no per smascherare e combattere l’involuzione autocratica
Divide et impera è il principio seguito da ogni autocrate ieri e oggi. Ma il principio può essere ribaltato in positivo: quanto più il potere pubblico è diviso — in senso territoriale (dal piccolo Comune su su fino all’ONU) e per funzioni (potere legislativo, esecutivo, giudiziario) — tanto più il cittadino è protetto e c’è democrazia. Astrattamente dunque è meglio per il cittadino avere il potere giudiziario diviso in due: magistratura requirente (pubblico ministero) e magistratura giudicante, possibilmente contrapposte.
Se si passa però al caso concreto italiano, non è chi non veda, dietro a questo Referendum sulla giustizia 2026, un disegno autocratico che vuole essenzialmente indebolire il potere giudiziario, per concentrarlo invece nelle mani del potere esecutivo. Così si manomette la Costituzione e, soprattutto, si distrae l’opinione pubblica dai problemi veramente importanti, quali:
- surriscaldamento;
- guerre;
- migrazioni;
- plutocrazia (governo dei ricchi);
- squilibri;
- convinzione occulta (AI, etc.).
Opponiamoci a questo disegno votando no al quesito referendario.

